Stefano Gatti

il futuro non è più quello di una volta ...

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Sport

 
"Mens sana in corpore sano" era ciò che suggeriva Giovenale ai Romani di chiedere in dono per la vita ai loro Dei. Minimalista ma condivisibile ...
 
La progressiva sedendarietà della vita umana ha modificato nell'uso comune il suggerimento del poeta romano accentuando la stretta correlazione tra corpo e mente.
 
In questa correlazione credo molto e rimane uno dei più importanti e preziosi consigli educativi che mio padre mi ha fornito in differenti momenti della mia crescita adolescenziale. Saper trovare lo sport giusto per la propria fase evolutiva è il segreto per poter praticare con motivazione una attività fisica.

Diversi sport hanno accompagnato le fasi della mia vita, in nessuno di questi ho ottenuto risultati significativi ma in quasi tutti sono riuscito a vivere un minimo di agonismo amatoriale e godere di quel benessere psico-fisico che ogni sport regala in modo peculiare.

Ho cominciato con il basket dai 10 ai 18 anni. Del basket ho apprezzato (anche in età più matura) la sua capacità educativa, sociale e i momenti di puro divertimento che regala qualunque sfida dal semplice 1 contro 1 alle più tattiche partite 5 contro 5.

Dai 19 ai 25 anni il tennis è stato lo sport che ho praticato con assiduità. Nel tennis mi è sempre piaciuto il suo estremo individualismo e l'importanza della strategia. L'adrenalina di alcune partite in tornei anche di basso livello sono ancora nel mio cuore.

Successivamente sono ritornato a praticare due sport (il nuoto e il ciclismo) che erano stati di corollario a basket e tennis.

Nel nuoto ho sviluppato nel corso del tempo una buona resistenza sostenuta da una tecnica appena sufficiente. Ritengo il nuoto dal punto di vista fisico lo sport migliore ma fatico a trovare la continuità negli allenamenti.

Il ciclismo è uno sport che ho amato molto. Come nel nuoto riesco ad avere buona resistenza ma in pochi periodi della mia vita sono riuscito a trovare il tempo per un numero significativo di allenamenti. Da questo punto di vista il ciclismo è uno sport che ha bisogno di molte risorse temporali. Rimane uno dei desideri sportivi ancora insoddisfatti.

A 36 anni ho cominciato invece a correre con buona e progressiva continuità. Ci sono stati differenti periodi precedenti in cui ho usato la corsa come allenamento per altri sport. Ma le circostanze della vita (poco tempo libero, desiderio di dare continuità metodica ad una attività fisica ecc.) mi hanno portato a creare un rapporto privilegiato con quella che mia moglie descrive come la mia più fedele "amante". Ma a questo ho dedicato un capitolo a parte.

Come molti sportivi (cioè amanti dell'attività sportiva) con il trascorre degli anni sono passato da attività anaerobiche ad attività più aerobiche. Il sogno nel cassetto è di riuscire ad unire i tre sport aerobici per eccellenza: corsa, nuoto e ciclismo ... come? in un bel triathlon ... magari non ironman (per quello manca il tempo e la pazzia relativa ...)  ma olimpico.

Se dovessi sintetizzare in pochi parole la mia visione dello sport direi in ordine sparso: benessere, passione e ricerca dei propri limiti.