The flow

Cito direttamente dal blog di Katia Stedile la definizione migliore del concetto di flusso (o in gergo più anglosassone “the zone”) che ho trovato in italiano:
“Il concetto di flow, “flusso”, fu introdotto dallo psicologo americano Csikszenthmihalyi nei primi anni ’70. Egli chiamò “flusso di coscienza” uno stato mentale nel quale si prova un’”esperienza ottimale”, in cui la prestazione è al massimo e lo stato d’animo è positivo, a condizione però che le sfide e le capacità siano bilanciate, che gli individui percepiscano di avere un alto grado di abilità e sentano di affrontare un compito adeguatamente impegnativo. La completa immersione nel compito fino alla perdita della dimensione fisica e temporale, il piacere che si prova nel controllo e nella realizzazione dell’attività, accrescono la motivazione intrinseca a ripetere l’esperienza incrementando le capacità personali.”
Questo stato mentale (che si può estendere anche alla sfera più fisica) non ha nulla di magico e si può vivere in svariati ambiti nonchè attività. Lo sport è un campo in cui questo concetto è più facilmente concretizzabile. Mi è capitato di vivere questi momenti correndo sia in gara che in allenamento : fissare questi momenti è importanti per riuscire a riviverli.
Il mondo lavorativo e sopratutto quello dei knowledge-workers è uno degli ambiti dove questo concetto di flusso è più importante. I progetti e i team con cui i progetti si “fanno” sono i luoghi dove il flusso può “correre” e quindi risultare decisivo per raggiungere gli obiettivi del gruppo nel benessere psico-fisico degli individui.
In questo senso i metodi agili essendo più “naturali” per la mente umana (come si evidenza bene in questi studi) sono dei forti “abilitatori” di questo stato nei team.
La più ricca voce inglese di wikipedia illustra più in dettaglio alcune caratteristiche peculiari di questo stato mentale. In particolare ritengo sia utile sottolineare quali siano alcune condizioni che lo stesso Csikszentmihalyi indica come importanti per raggiungere il flusso e cioè:
1. obiettivi chiari
2. feedback veloci, quasi immediati
3. bilanciamento tra opportunità e capacità
4. profonda concentrazione mentale
5. essere concentrati sul “presente”
6. liberarsi da qualunque senso di controllo
7. perdita dell’io
Questo stato mentale degli individui e dei team contribuisce, sostiene sempre Csikszentmihalyi, ad aumentare sia la produttività sia l’innovazione sia la crescita delle persone all’interno dell’azienda.

Se, la cosa vi convince, buona ricerca dello stato di flusso a tutti …

 

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