A scuola dai “grandi” leader …

In un mondo  sempre più “liquido” in cui la condizione “perpetual beta” esce dai progetti software per contaminare molti processi e progetti produttivi la leadership acquisisce connotati trasversali e sempre più comuni nei contesti più diversi.
Non è stata una sorpresa quindi che due leader provenienti da ambienti profondamente diversi, sportivo e aziendale, abbiano espresso in un week-end dedicato alla leadership idee e concetti di fondo molto simili.
Julio Velasco e Sebastiano Zanolli sono in modo diverso due grandi leader che non hanno avuto alle spalle, e continuano ad avere, solo grandi successi ma hanno anche ispirato, ovviamente in modo diverso, la crescita di altri leader. Questo è probabilmente la più grande dimostrazione della loro leadership!
Difficile condensare in poche righe le idee e gli spunti più importanti che in quasi 14 ore di interventi sono riusciti a trasferire: proviamoci con qualche parola e qualche immagine.

Innanzitutto una constatazione sulla “crisi della leadership gerarchica“, crisi che paradossalmente nasce dalla crisi economica che stiamo vivendo (ma non solo mi permetto di aggiungere): è uno stile di leadership troppo costosa per le organizzazioni che in un periodo di “tagli” devono essere ancora più agili ed eliminare quegli sprechi che la gerarchia “forte” porta inevitabilmente con sè.

Poi passiamo alle due definizioni più belle che sono state citate:

“La leadership è praticata non tanto con le parole quanto con le azioni e gli atteggiamenti”

” La leadership è unire le storie dei singoli in storie più grandi”

Ed ora una piccola mappa mentale di best practices sulla leadership che ho costruito con l’imbuto degli appunti della due giorni

Ci sarebbero ancora tanti concetti sentiti e su cui forse varrà la pena tornarci in futuro con qualche post dedicato ma in un sintetico “bignamino” del buon leader sono quattro i suggerimenti espressi da Velasco e Zanolli:

1) Conoscere bene i particolari del contesto in cui si opera attraverso un continuativa opera di studio. Per essere buoni leader bisogna conoscere e quindi imparare ad imparare …

2) Applicare sempre il principio della realtà: cioè accettare, leggere e affrontare la realtà così come è e non come dovrebbe essere o peggio piacerebbe che fosse …

3) Usare sempre il metodo della progressione: cioè scegliere le priorità, spezzare i progetti e gli obiettivi in parti piccole e raggiungibili in tempi relativamente brevi per trasformare il più velocemente possibile l’acqua in vapore senza sprecare troppo fuoco!

4) Essere autentici cioè se stessi nei differenti contesti e nelle relazioni con gli altri: meglio un errore “di coerenza” che dover giustificare comportamenti troppo “diversi”.

E per concludere con una piccola nota di project management ho trovato nei due leader e nei loro consigli molto del mindset agile e lean … ma forse è solo deformazione professionale!

 

 

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2 risposte a A scuola dai “grandi” leader …

  1. Alessandro Iride scrive:

    Meraviglioso, ne sono convintissimo. Il bello che è molto difficile, ma non per questo bisogna mollare, le difficoltà umane sono molte ma quando si ci riesce si crea un bel gruppo è un ottima squadra sopratutto nel mondo del lavoro.
    Un leader deve dare l’esempio deve trasmettere valori e principi utili all’interesse della collettività.
    Ho sempre cercato di farlo, ma spesso la società individualistica e arrogante ti “mitraglia” perchè non siamo più abituati alla colletività e un interesse comune.

    Alessandro Iride

  2. Susanna Brunelli scrive:

    Io c’ero ! Prima Zanolli poi Velasco…Zanolli la prima giornata ha spiegato in modo chiaro, in modo molto tecnico e preciso il concetto di leader, Velasco raccontando la sua storia ha confermato tutto ciò che ha detto Zanolli il giorno prima, bravissimi e molto efficaci, l’auteticità è la chiave del grande leader

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