E se la crisi iniziata nel 2007 fosse un nuovo assetto a cui occorre adattarsi?

Sconfinando, ma non di tanto, in un argomento che non è solo economico segnalo questo ottimo articolo di Michele Lenoci sullo stato dell’economia globalizzata che ad oggi (metà 2011) non è in una situazione molto differente dal 2007 quando iniziarono i primi segnali di crisi.

Ancora elevata presenza di derivati “pericolosi” sui mercato, fallimenti di banche americane in crescita, debito pubblico e quindi rischio di default di grossi stati (non solo Irlanda e Grecia ma anche gli stessi USA) sempre incombente e altro ancora. In questo, a mio avviso, nuovo assetto sistemico si assiste sempre di più ad un divario tra aziende (anche dello stesso settore) in grossa espansione e aziende in grossa crisi. La differenza? la qualità delle persone, dei progetti e delle organizzazioni che si sono adattate a questo nuovo contesto non solo globalizzato (lo era già da più di un decennio) ma soprattutto più dinamico, estremo … in una parola più complesso, nel senso tecnico del termine.
In questo contesto le aziende che gestiscono meglio progetti, anche non di lungo periodo, che gestiscono meglio il tempo, che gestiscono meglio la conoscenza sono destinate ad avere un futuro di successo, quasi invariante dal settore in cui operano o meglio cercando il miglior settore dove operare …

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2 risposte a E se la crisi iniziata nel 2007 fosse un nuovo assetto a cui occorre adattarsi?

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